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Un
percorso che si dovrebbe portare negli asilo nido, nelle
scuole Materne, Elementari, Medie Portare, cullare, carezzare,
massaggiare è tutto nutrimento
sia fisico che psichico per il neonato. Indispensabile più delle
vitamine, del
cibo stesso. Se privato di tutto questo: del calore, della voce
conosciuta,
dell’odore, del contatto, il neonato anche se ben nutrito di latte, si
lascerà morire
d’inedia. Stimolare i sensi significa stimolare varie aree del cervello. Il bambino cresce, sviluppa il
cervello, sotto questi
stimoli e il senso del tatto, almeno nei primi istanti di vita è il
senso più importante
per il piccolo. La pelle è il primo contatto con il mondo esterno. Il
freddo,
il caldo. E la madre lo sa. E tocca il suo bambino, lo accarezza come
cosa
preziosa. Il neonato risponde con sorrisi, gridolini. Un amore che va e viene
inondando sia il bambino sia chi se
ne prende cura. Un dare e ricevere che gratifica sia la madre sia il
figlio. Il massaggio indiano è un’arte
antichissima che si perde
nelle capanne dei villaggi, fra le canne e le noci di cocco. Semplice e
nel
contempo complicata. Perché? Perché è nella semplicità che sta l’arte,
l’abilità,
l’esperienza. Ma come tutte le arti, anche il massaggio ha una tecnica
che
bisogna imparare, possedere. La tecnica fa sì che il tocco
sia preciso, delicato, leggero
e deciso nello stesso tempo. Fa sì che si vada a toccare nei
punti giusti. Fa sì
che ci sia comunione fra chi massaggia
e chi è massaggiato, in un movimento armonico come una danza. Dopo questa premessa è naturale
farsi una domanda: “Sarò capace
di farlo io?” Non preoccupatevi bastano indicazioni mirate, un poco di
sensibilità e tutto scaturirà dal profondo, da dove è immagazzinato da
secoli. Codificato
da millenni di esperienze collettive. E che proviene dalla grande
scienza dello
Yoga Yoga: l’arte di unire il corpo
e la mente Con la pratica yoga, riusciamo
a scoprire la parte più profonda
di noi stessi e le sue grandi potenzialità, per imparare a usarle nel
modo
migliore. Obiettivo: un riequilibrio
della mente e del fisico, con un
lavoro a tutto tondo che coinvolge i muscoli, le articolazioni, la
struttura
scheletrica, la colonna vertebrale, gli organi interni, le ghiandole e
il
sistema nervoso. Questa disciplina riesce a
mobilitare tutte le potenzialità umane
in modo equilibrato, attraverso il coinvolgimento del corpo e della
mente. Inoltre,
i due emisferi cerebrali (legati, rispettivamente, alla razionalità e
all’emotività)
imparano a lavorare in sincrono. Riuscire a conciliare queste
risorse, troppo spesso in
antitesi, è molto importante per raggiungere l'armonia interiore. Lo Yoga nelle scuole è una
componente basilare all’insegnamento
impartito tradizionalmente. E se il buon giorno si vede al
mattino, è importante
cominciare già dalla scuola materna. L’insegnamento del Lila-Yoga serve
a
portare, ai piccoli esseri umani a cui è rivolto, e che saranno la
società di
domani, un po’ di uso di quell’organo del nostro corpo, uno dei più
importanti
se non il più importante, che a quanto pare in questi tempi è poco
usato o per
niente usato… o più benevolmente, si è addormentato. Il cervello: un
organo che
tenteremo di rendere il più attivo possibile attraverso il training,
gli
stimoli mirati e… e la millenaria disciplina dello yoga. Ovviamente uno Yoga che verrà
utilizzato, analizzato,
ritagliato come un vestito su misura, il più confortevole possibile,
che serva
in ogni occasione, più comodo di una tuta da ginnastica, più elegante
di un
abito da sera, più casual di un paio di jeans e di una T-shirt. Il Lila-yoga sarà come il
costume di Superman o dell’Uomo-ragno,
che sembra possedere l’anima stessa di chi lo indossa e che cresce con
lui. Non fatica fisica, dunque, ma
gioia del movimento, non
lavoro noioso, ma gioco costruttivo, non studio, ma apprendimento, non
meditazione, ma un viaggio affascinante all’interno di se stessi. Questo è Lila-Yoga, che da anni
propongo nella mia scuola,
con il quale ho cresciuto mia figlia e
sono cresciuti i figli dei miei allievi. I risultati sono veramente
eccezionali. Bambini, ragazzi, giovani che
sanno affrontare ogni
situazione, che hanno rispetto della vita e della natura, che capiscono
il vero
valore delle cose. Non delle mosche bianche nella società, ma ragazzi
pienamente inseriti nella vita sociale e che la vivono con estrema
consapevolezza e naturalezza. Giovani che vanno nei fast-food
o in discoteca e ci possono
andare anche in macchina ma che, sapendo
che le onde sonore sparate a grande volume possono
rallentare i
riflessi, e rendere inebetiti, si fermano qualche istante nei parcheggi
per
smaltirle e così hanno più possibilità di tornare sani e salvi a casa. Individui che vivono a contatto
dei cosiddetti “diversi” senza
pregiudizi. Ragazzi che possono anche
disegnare dei murales ma li fanno
dove gli è consentito e non offendendo, danneggiando o distruggendo
quello che
altri hanno faticato tanto a ottenere, magari anche solo un muro pulito
della
loro casa, ma che hanno tutto il diritto di tenerselo pulito. Ragazzi che ascoltano canzoni
metallare, bevendo qualche
birra ma che evitano di arrivare a ubriacarsi, perché hanno imparato a
rispettare gli altri e…. a
rispettarsi. E che per farsi un viaggio
entusiasmante non usano delle
pasticche perché conoscono mezzi più divertenti e meno dannosi, e non
hanno
bisogno di spararsene un’altra subito dopo perché non si ricordano che
cosa è successo
un momento prima. Le loro esperienze vengono vissute pienamente e
rimangono per
anni nel loro cuore. Insomma, una formazione per
l’uomo di domani. Per una società
migliore e più vicina alla Natura, ai valori che sembra si siano persi,
oppure
più benevolmente, solo un po’ dimenticati… Hari
Om
di Emy Blesio |